Streaming: più piattaforme non significa meno censura

Streaming: più piattaforme non significa meno censura

14 Dicembre 2020 0 Di simonegambirasio

Secondo una notizia del New York Times, Tim Cook avrebbe bloccato uno show di Apple TV dedicato alla storia del blog Gawker. Gawker, nel 2008, rivelò pubblicamente l’omosessualità di Cook, senza il suo consenso. Fece anche molti “torti” a Apple, raccontando ad esempio i retroscena più scottanti sulle fughe di notizie sugli iPhone. Sempre secondo il Times sarebbe bastata una mail di Cook per bloccare l’acquisizione dello show, già in stadio avanzato.

La tematica è molto complessa. Non è certo la prima volta al mondo che un amministratore delegato blocca una produzione artistica non di suo gusto. Ma fino a che punto le tech company potranno spingersi a scegliere cosa trasmettere, cosa censurare e cosa produrre? In base a criteri di immagine, ad esempio, Apple vieta la nudità. Giusto così: ogni brand ha il suo pubblico di riferimento, con i suoi valori. In base a criteri commerciali, però, vieta anche la pubblicazione di contenuti critici sulla Cina.

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