La guida di GLAAD per scrivere correttamente articoli su Elliot Page

2 Dicembre 2020 0 Di simonegambirasio
Elliot Page

Elliot Page, ovvero l’attore candidato agli Oscar con il nome di Ellen Page e noto per la serie Netflix “Umbrella Academy”, ha rivelato su Twitter di essere transgender. Ha aggiunto di identificarsi nei pronomi lui/loro e con il nome Elliot.

GLAAD è un’associazione che si occupa dell’accurata rappresentazione delle persone LGBTQ+ sui media, ed ha scritto una piccola guida su come trattare la notizia di Elliot Page.

Al di là di preconcetti che fatichiamo a scardinare, molto spesso rischiamo di esprimerci in modo scorretto quando parliamo di queste tematiche, non raccontando in modo adeguato l’identità di queste persone. Sperando che sia utile anche a blogger e giornalisti italiani, riporto qui sotto un adattamento alla lingua italiana della guida di GLAAD. È importanti che tutti imparino come rappresentare queste identità, per raggiungere una comunicazione davvero inclusiva. Ecco le cose da ricordarci:

  • Usa il termine trasgender come aggettivo, “Elliot Page è una persona transgender”. NON usare transgender come un sostantivo, evitando frasi come “Elliot Page è un transgender”. 
  • Descrivi Elliot Page come una persona transgender non-binary. Sia transgender sia non-binario (o nonbinary) sono termini ombrello che descrivono molte esperienze diverse. Nel caso di Elliot Page può essere usato così: “Elliot Page descrive sé stesso come transgender e non-binario, intendendo che la sua identità di genere non è né maschile né femminile”.
  • Definisci non-binaria la sua identità di genere, non il suo orientamento sessuale. L’identità di genere è il genere in cui si identifica più profondamente una persona. L’orientamento sessuale indica da chi è attratta questa persona. Non sono la stessa cosa e non dovrebbero essere confuse. 
  • Chiamalo Elliot Page. NON riferirti a lui con il suo nome precedente. Ha scelto di cambiar nome, e dovrebbe essere accordato lo stesso rispetto a chiunque abbia scelto di cambiare nome. Dato che Elliot Page era noto al pubblico con il suo nome precedente, inizialmente è possibile utilizzare espressioni come “Elliot Page, precedentemente conosciuto come Ellen Page…”. Non appena sarà ben diffusa la notizia del nuovo nome, non dovrà essere continuamente specificato negli articoli successivi.
  • Usa i pronomi lui/they quando ti riferisci ad Elliot Page, perché questi sono i pronomi con cui si identifica. “Lui” è un pronome d’uso comune in italiano, e non desta problemi. “They” in inglese, viene usato in forma singolare per il genere neutro. In italiano il genere neutro non esiste, per cui si possono usare l’asterisco egualitario o delle perifrasi.  Per saperne di più su questa tematica puoi leggere questo approfondimento di NegZone.
  • Non usare pronomi femminili riferendoti a Page, anche quando ti riferisci ad eventi accaduti in passato. Usa il maschile, sempre. Ad esempio puoi scrivere “Elliot Page ha iniziato la sua carriera da giovanissimo, con performance acclamate in Hard Candy e Juno”. 
  • Evita di usare l’espressione “nato donna”. Se è necessario spiegare al tuo pubblico cosa significhi essere una persona transgender, considera espressioni del tipo “Elliot Page è stato indicato come donna alla nascita, ma ora vive la sua identità”. 
  • Non fare speculazioni su possibili procedure mediche a cui possono o non possono sottoporsi le persone transgender, come parte della loro transizione. Queste informazioni mediche sono private, e l’identità transgender non è dipendente da procedure mediche. Enfatizzare gli aspetti medici oggettifica le persone transgender, e ostacola la capacità del pubblico di capire cosa siano le persone transgender nella loro completezza.
  • Non implicare che prima di rivelarsi come transgender abbia mentito o che si sia vergognata di rendere pubblica la propria identità. Le persone transgender devono affrontare tassi altissimi di rifiuto nelle loro famiglie, discriminazioni sul lavoro e violenze fisiche. Ogni persona transgender ha la necessità di prepararsi ad affrontare le possibili conseguenze del suo coming out. Quella cautela non è frutto di una menzogna, ma della necessità di non rilevare immediatamente il loro io all’esterno.
  • Non giudicare la femminilità o mascolinità di una persona transgender basandoti sull’espetto estetico. Non c’è un aspetto “adeguato” per una persona transgender o non binaria. Come le persone scelgano di esprimere loro stesse tramite tagli di capelli, abbigliamento, trucchi e accessori è una loro scelta personale, e non cambia la loro identità di genere. 

Per un tutorial più ampio, che non riguardi solo Ellen Page, GLAAD ha anche una style guide più ampia e dettagliata