Tutti a scuola di “smize”: il sorriso, sotto la mascherina

Tutti a scuola di “smize”: il sorriso, sotto la mascherina

15 Ottobre 2020 0 Di simonegambirasio

Era il 2009 quando, durante la 13esima stagione di America’s Next Top Model, la supermodella Tyra Banks spiegava a noi comuni mortali la raffinata arte dello “smize”. Lo smize è quel sorriso che fanno le modelle in passerella, senza muovere alcun muscolo della bocca ma solo ed esclusivamente gli occhi. Letteralmente lo smize significa “Smile with your eyes”.

Proprio in questi giorni, negli Stati Uniti, il termine smize è tornato fortemente in circolazione, e Tyra Banks ha chiesto a gran voce di farlo aggiungere ai dizionari. Motivo? Sotto una mascherina il sorriso non si vede quindi, per far capire le proprie intenzioni agli altri, perfezionare l’arte dello smizing sarebbe cosa buona e giusta. Il primo settore “a scuola di smizing” è stato non a caso quello alberghiero: le principali catene di hotel degli Stati Uniti hanno imposto training allo staff per comunicare cordialità anche con una maschera. Da Hilton hanno raccomandato il gesto di portare la mano al cuore, da Hyatt ogni hotel ha sviluppato un gesto specifico, come mettere le mani a cuore o un doppio pollice in su. Da Marriott hanno adottato lo shaka, ovvero un gesto di saluto tipico delle isole Hawaii. A Disney World il cast è stato dotato di “sorrisi su stecco” da indossare di fronte alla maschera.

Un membro del cast di Disney World

Siamo in epoca di mascherine e a volte ci chiediamo: le persone intorno a noi, capiranno i nostri sentimenti? Secondo un’analisi dell’Università australiana di Deakin, l’indossare una maschera può effettivamente creare incomprensioni sociali, spingendo le persone a sviluppare e cercare alternative non verbali per comunicare i propri sentimenti. In particolare, gli studi di comunicazione non verbale, concentrano l’attenzione all’area degli occhi e delle sopracciglia. “In base a quanto durerà questa esigenza di indossare maschere”, scrive la ricercatrice Dr. Soukayna Bekkali, “Sarà interessante capire come si svilupperanno le nostre capacità di comprendere gli altri cercando altri input, a partire dall’area degli occhi: possiamo decifrare molto dei sentimenti di una persona dalla parte superiore del volto, e la ricerca empirica dimostra che siamo in grado di riconoscere la presenza di un sorriso anche solo osservando occhi e sopracciglia”.

E ancora non è certo un caso se nei prossimi aggiornamenti di iOS la stessa Apple cambierà l’emoji della mascherina con una con occhi più sorridenti, seguendo a ruota quel che è stato già fatto su Android.

La vecchia e nuova versione della emoji a mascherina nella beta di iOS

A noi, nel frattempo, non resta che adeguarci e seguire i tutorial di Tyra Banks (salita sul carrozzone dello smize creando persino un marchio di gelato). Un modo come un altro per ricordarci che vale la pena di sorridere, anche sotto la mascherina.